Allora io - da uno che mi piace tanto - voglio che mi voglia. Continuamente, disperatamente, senza fiato. Che mi pensi, che mi respiri, che mi mangi anche quando morde una mela. Che trovi il desiderio di me in qualunque cosa faccia, che si fermi, bloccato su un ricordo di noi insieme. Che non veda l’ora di rivedermi. Che mi scriva, mi chiami, mi mandi e-mail, anche tutto insieme, contemporamente, perché no? Che mi regali dei libri perché io li legga (un po’ sperando che io li legga davvero e un po’ temendo che poi non li ami come li ha amati lui). Che trovi delle scuse per chiamarmi solo per sentire la mia voce. Che trovi delle scuse per non chiamarmi per dimostrare che può benissimo fare a meno di me, salvo poi rispondermi con un “pronto” che è una resa, quando alla fine lo chiamo io. Voglio che mi racconti tutto di sè (perché non mi basta mai sentirlo parlare) e voglio che resti zitto a guardarmi negli occhi senza aver più nient’altro da dire. Tutto questo, se mi piace davvero tanto. Sennò, mi frantumo i coglioni al secondo sms in tre giorni.